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giovedì 31 dicembre 2020

Qui attorno

 



Qui attorno la gente perde colore

sfuma  

si sfalda

La terra sfuria e nega  fiori

 

Per non dire del cielo

 

E io in mezzo a queste

consonanti di resa

disfo e sotterro possibilità

e su pochi fogli

ricalcolo speranze 



domenica 8 maggio 2016

Magari (alla finestra)



Magari è perché non avevi una distesa di papaveri
sotto le finestre
o perché non c’era un gatto a sporcare
la tua casa pulitissima
che molto prima del tempo
i tuoi organi si sono ammutinati
e ti hanno trascinato via a forza
dai tuoi pavimenti luccicanti
Io mi specchio nell’opaco
e ho batuffoli di pelo che a volte
mi volano tra i piedi
ma non so se basterà
o se anch’io non arriverò a mordere il fondo
Nonostante questi papaveri


lunedì 28 aprile 2014

Null'altro



Cosa potevo fare
se non portare la poltrona
[quella comoda di vimini e cuscini]
accanto alla finestra
e sedermi ad aspettare

Non era facile tenere a bada il polso
o il sussulto d’orgoglio che mi tentava alle spalle
della porta sbattuta

ma respiravo a fondo alleggerendo le dita
mentre disegnavano ramages
sulle cosce scoperte

E poi là fuori  passavano

Tante scarpe e andature da guardare
da  incrociare per svago
tra loro
come bamboline nella casetta da tè
Sorridevo -persino-
al gioco facile della stima

Aspettavo
interrogando le mie carte
con distrazione

perché c’era sempre un pezzo di cielo
a darmi la risposta


venerdì 6 luglio 2012

nessuna lacrima fatua




Di quanto è scritto e di quanto è da scrivere
ne parlo col cuore nero dei papaveri -stelle sulla mia fronte-
tra i fili d'erba arida che sanno di seccare
quando nemmeno la luna ha rugiada per una speranza.

Ma non sento pianti sommessi
né lacrime fatue a guastare l'estate degli altri
solo rosso a spiccare sul verde
tacendo alle camicie leggere e ai sandali
la caducità del quadro.