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venerdì 27 febbraio 2015

Riscossa



Ti guardo sollevare ancora il mento
ora che hai mani piccole sulle guance
e cicatrici corrono a saldare i tagli

Nulla di certo  organizza i sogni

Ma il tuo passo che posa di nuovo
il piede dal tallone alla punta
torna a conoscere la sostanza della terra




venerdì 8 agosto 2014

Avevamo



L’amore è un ragno
che non contempla scampo

la gentilezza un laccio
che soffoca pretesti
e il tempo un boia

che non lascia il tempo
di capire davvero cosa e come
mentre aspetti il colpo

L’impalcato è già a tre quarti
e finiremo ripassando
all’ultimo minuto
le meraviglie intuite al lampo
strappando il foglio del mancato             
per barare sulla media
e sul racconto

Avevamo il mondo
e ci ha spaventato a morte




mercoledì 9 gennaio 2013

diade




è accolto il sole nel palmo
che ombreggia un occhio

l’altro -chiuso-
aspetta il suo turno
mentre una scapola tenta il decollo
nell’istanza di promozione ad ala

quella a fianco la guarda sconsolata
come si guarda  a un pazzo
e i piedi fermi a sostenerne le ragioni

però  l’aspirante  ha radici verso l’alto
e si risucchia tutto il senno  sulla punta
di una sola piuma

chiunque sia nel giusto
sarà schianto

mercoledì 12 settembre 2012

a S. e ai suoi (per ora) 12 anni di guerra



è un filo di voce appena
che insiste la vita
nella bocca impastata dal male

ascoltarti imprime allo sterno
l’immobilità del letto che sembra
non  saper più proporre strategie

ma non ti consegni

mordi ancora i tuoi piani di fuga
lisciando bene le carte

forse è così
che si misurano i miracoli