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domenica 5 luglio 2015

Lamento per un sogno



Lo so che non passi più

Ti ho aspettato tanto
Ti ho aspettato morta
per succhiarti il respiro che discoma
Ti ho aspettato ballando
ogni passo approssimando un po’ di fede

Ma tu non passi più

Non stasera

Non da me

Domattina avrai un vestito grigio
lucido sui gomiti
ma la noia
questa noia  per sottrazione indebita
ti costruisce un piedistallo di sigarette
E voglie

Lo so-  non farai ombre
ma  coricata
languirò dal basso fino al sonno


lunedì 1 giugno 2015

Il senso della fame




Nessuna maniera di sentirsi pieni
per più di un’ora

ogni sessanta minuti un vuoto si spalanca
spaccando tutto lì dove si apre


a volte il cuore
altre lo stomaco


Almeno così pare


Invece è il frullare alto
devoto al desiderio
che depista agli organi



e lassù-  non c’è davvero
niente da fare


venerdì 5 settembre 2014

da tanto




da tanto ho smesso di guardare nuvole
cercando un segno
e le parole si sono fatte asciutte
intanto che  le dita
scuciono svelte ogni ricamo



martedì 4 febbraio 2014

Rovesci



Uno squilibrio di cieli
quel precipitarsi addosso
in rovesci
con cadenze di  tuono

La vertigine in nero
si consuma

e accasa nel viola
il segno


martedì 9 aprile 2013

divinazione dei corpi rossi




Nella costellazione disegnata
a mano libera dall’occasione
si indovina un futuro
di sorbetti e morsi
alla polpa di stagione
e pigrizie
ammorbidite in poca luce

Gli aruspici confonderebbero i segni
dell’archetipo privato dei pianeti:

sono stelle senza un nome
e così calde



martedì 26 marzo 2013

al largo




si sbanda da una murata all’altra
 -le mani tra un ballo e la ringhiera-
mentre ripasso a memoria come
staccare spine per abituarmi al buio       

da  tanto cerco di tracciare una riga
bianca di resa
e provarmi  la sobrietà un passo sull’altro

invece non so che arrangiare
questo equilibrio di piedi aperti




domenica 9 dicembre 2012

Lazo lasco nel dehor




spiegano l’anello imperfetto
tutte le parole a perdere
che sforzano ancora comprensione

seguono le movenze della corda
stoppandosi sul nodo

a tirare e stringere si avrebbe poi
una forma nuova
ma quella dell’era armonica
non la so deporre

quindi tengo -di punta-  il ritmo sulle assi
e guardo verso il mare
cedendo a questo tempo complice
che sottobraccio mi  accompagna al sole


giovedì 6 dicembre 2012

senza chiedere

Potrei  indagare se nel garbuglio
qualcosa di me appartenga al fiore
e se tu possa somigliare al colibrì
ma  fra breve e distante
inquieterebbe un sì
che non sarà motore
.

Gusto un tocco di punta
e diluisco in stagni
il pensiero inutile