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domenica 16 luglio 2017

Nero



Oggi il mare cattivo non specchia il cielo
Nemmeno un indizio dell’azzurro che là in alto
ostenta  leggerezza senza cura
mentre il  bianco addenta forte i moli
e mastica le pietre in un boato
tornando a struggersi dentro la distesa cupa


mercoledì 1 febbraio 2017

Non c'è mare



Non c’è mare e le voci ristagnano
si crespano d’aria
stanno

Strette tra echi  in rimbalzo
dalla prima roccia verticale
restano
poi mutano in miasmi e viscido

Cerco un rimpatrio alla riva
dove nessuna parola torna indietro
saluta di fretta e parte sul cambio di brezza
lasciando il collo leggero
alto fra i capelli



lunedì 7 settembre 2015

Si impara



Qui dalla battigia si impara a curare col bisso
Ad agguantare il rimedio
nella stessa onda  di pietre che  spacca gli stinchi

Tessendo i fili dal guscio
Fasciando il sangue nell’oro
Issando  le bende al primo grecale



venerdì 10 aprile 2015

Se non sai leggerla



Non degradare in carne questa malinconia
non pizzicarne il punto rosso
lasciala muovere bolle tiepide di sangue
mentre il bistro la cinge a lutto
 
e se non sai leggerla sul cimento dei sorrisi
assolviti lontano
non affaticare le solite parole
 
noi possiamo passeggiare sole
prese in cura dal mare
 



domenica 11 gennaio 2015

Tra infiniti




Il contrappasso del bosco
dietro gli occhi sempre posati sul mare
Muschi e alti castagni che filtrano
la luce degli elfi
E la pace
la pace dei sassi grandi tra le felci
e del ruscellino che sfiora 
le curve del sentiero 
che quasi non si vede
Quasi verginità

Nessuna fine davanti
né dietro

ma qui
nel cemento di mezzo
tutto odora di normalissima morte


lunedì 29 settembre 2014

In onda



Non si negozia col frangente
neppure dalla riva
Inizia attraversando le caviglie
inonda alla coscia e inaspettato
stringe la vita
soffiando sulla schiena

Poi torna a sé -sul fondo inaccessibile
a contare le pietre catturate e le briciole
di pelle abrasa
lasciando il corpo di sale e -a mezz’aria-
l’invito che la bocca ha provato a pronunciare
Quello di rimanere come un lago
a stuzzicare i fianchi


martedì 26 marzo 2013

al largo




si sbanda da una murata all’altra
 -le mani tra un ballo e la ringhiera-
mentre ripasso a memoria come
staccare spine per abituarmi al buio       

da  tanto cerco di tracciare una riga
bianca di resa
e provarmi  la sobrietà un passo sull’altro

invece non so che arrangiare
questo equilibrio di piedi aperti




domenica 9 dicembre 2012

Lazo lasco nel dehor




spiegano l’anello imperfetto
tutte le parole a perdere
che sforzano ancora comprensione

seguono le movenze della corda
stoppandosi sul nodo

a tirare e stringere si avrebbe poi
una forma nuova
ma quella dell’era armonica
non la so deporre

quindi tengo -di punta-  il ritmo sulle assi
e guardo verso il mare
cedendo a questo tempo complice
che sottobraccio mi  accompagna al sole