martedì 26 maggio 2015

Il calore della pioggia



Si accostavano le persiane di cucina
quando sul nostro tetto il nero
manteneva le sue promesse d'acqua

dentro- gli odori della merenda
e di una cena lavorata con calma
alla luce artificiale

Non ha mai smesso di scaldarmi
la pioggia
anche ora che l’unica protezione
è il cemento
Nessuna invulnerabilità
Nessuna onnipotenza

Solo una gratitudine
per la tregua di questo caffè all’asciutto
nel poco non ancora svanito


mercoledì 20 maggio 2015

Minima




Il tempo del silenzio
è una sfida a mani alzate

ricompone

toglie

guarda


dalla distanza minima per la definizione



martedì 5 maggio 2015

In certe ore



Di noia spicca e richiama
nubi senza peso
sul tavolo del sole
intento a colorare un filtro

Sfuma
S’arrosa
Scurisce
Schiara
il cielo che sfoggia luce vasta
Sbuffando In attesa della sera


lunedì 27 aprile 2015

Guarda



Guarda  -  una volta qui era tutto un confine:
piccole casseforme a demarcare i gesti
cuciture a ogni imbocco arginavano
i pensieri
alle dita anelli di piombo  - così

da non spingersi lontano

Poi quel vento del Racconto
e la sua mano violenta che spiana

Ora è tutto questo spazio
sovrano

Volevo fartelo vedere






venerdì 10 aprile 2015

Se non sai leggerla



Non degradare in carne questa malinconia
non pizzicarne il punto rosso
lasciala muovere bolle tiepide di sangue
mentre il bistro la cinge a lutto
 
e se non sai leggerla sul cimento dei sorrisi
assolviti lontano
non affaticare le solite parole
 
noi possiamo passeggiare sole
prese in cura dal mare
 



mercoledì 1 aprile 2015

L'usignolo



Quell’usignolo sotto casa
mi sta rapendo il sonno
perché è lui a gridare primavera

non la rondine del sussidiario
che se ne arriva quando  tutto è fatto
quando il cielo si è alzato al limite e le nuvole
non toccano il piumaggio

Il rosignolo invece si innamora all’equinozio
e lo gorgheggia notti e notti intere
senza pace

poi-  tace d’incanto

e chissà se ha trovato dove quietare il becco
o se solo è stanco


giovedì 26 marzo 2015

Innocente



Il sonno del giglio perde bianco
tra l’erba
che nel giorno ha ferito
quel labbro in cerca di un suono

Ma è buio e il colore del sogno
nessuno lo vede
Non si vede la goccia di sangue
raccolta per vestire la notte
né il leggero vibrare dei tepali
ancora a quel fiato

La purezza del fiore dorme l’assenza

Attende un tocco di prima luce
a rinnovarne il candore

Senza pentirsi
Senza rimpianto